Giacomo Niccolini

Il “Riflettori su..” di questa settimana, è dedicato a Giacomo Niccolini e non potevo che essere io a introdurlo. Perche’ ?? Perchè ci accomuna il numero di maglia, il magico 22, ” le carrozzine” a tombola.

L’anno scorso “Gico” si è riaffacciato sui campi di baseball nella veste di allenatore dei lanciatori della squadra Allievi Sailors JBL ed ha portato una ventata di energia. Per i giocatori memorabile una partita di campionato vinta in rimonta sulle note dell’inno di battaglia, la sua “Fly Flay Flu”. Quest’anno.. non gli basta più vedere le partite dal dugout ed ha deciso di scendere in campo nella squadra della serie C.  Da lui ci aspettiamo grandi numeri. Il 22 torna in campo!!  Forza Gico !!  

 

Mi chiamo  Giacomo Niccolini detto Gico.  Quanti anni ho? Dè…trenta…ma mi sento un bimbo nonostante il buzzo e la pelata in testa. 

Quale scuola frequenti? Magari…bei tempi…

Gioco nella Serie C Sogese Livorno.  O meglio gioco…intanto mi alleno… Il mio numero di maglia è il 22…da sempre…

Ho iniziato a giocare prestissimo…avevo 6 anni. Vedevo il mio fratellone che giocava a baseball e l’ho voluto fare anch’io. Per farlo meglio!

Tornei, camp? Racconta?  Dè racconta…quanto tempo c’hai. Ho partecipato a un torneo e via. Quello che però è rimasto nel cuore è quello in Olanda nel 1998 con Otello. Bellissimo

Perché hai iniziato a giocare a baseball?Perdincibacco l’ho già detto su…mio fratello giocava e quindi bla bla bla…

Il baseball è un gioco dove bisogna usare la testa. La psicologia è tutto. La tattica vince sulla potenza. E’ un gioco completo. Anzi non è un gioco, è IL gioco.

Il mio ruolo preferito è il lanciatore ma a volte il braccio fa le bizze così me ne vado all’esterno e mi concentro di più sulla battuta.

Quale tra tutte le fasi di gioco ti piace di più ? Intendi attacco o difesa? Indifferente.  Perché? Hanno eguale fascino. Da una parte quando metti kappa qualcuno o prendi su pickoff un “piccione” ti gasi un bel po’, dall’altra quando fai partire la pallina verso la rete è una goduria.

L’azione che che più mi ha emozionato giocando?  Olanda 1998 torneo internazionale. Semifinale. Livorno (con rinforzi da Nettuno in squadra) contro nazionale Russa.  Si perde 10 a 1 all’ultimo inning. Niente è perduto signori. Così inizia la rimonta. Valida su valida, rubata su rubata, si arriva al 10 a 8 per loro con basi piene. Niccolini (me medesimo 😉 ) si presenta nel box di battuta. Uno dei due out era un mio strike out. Basi piene. Due strike un ball. Il russo lancia un cocomero alto e un briciolo esterno. Carico e colpisco. La palla va, va va, si infila tra esterno sinistro ed esterno centro. Corro, corro, corro e salto di gioia. I miei compagni entrano a punto. Io arrivo salvo come una piuma su un cuscino di piume in terza base: abbiamo vinto. Tre punti battuti a casa. Livorno batte Russia per 11 a 10. Siamo in finale . E’ gioia, è tripudio, è giubilo è festa grande. Questa battuta me la ricorderò per sempre. I sorrisi, la gioia di quegli attimi li porterò sempre con me. Grazie a questo grande sport.

Quali sono i tuoi sogni nel baseball ? Divertirsi e imparare sempre qualcosa in più.

Per la prossima stagione, insieme ai miei compagni di squadra mi aspetto di non mollare mai. Di lottare su ogni pallina, di credere che un gruppo possa fare la differenza nei confronti di un singolo. La forza della squadra è il più bel segreto che esista.  Io vorrei dimostrare di poter dare ancora qualcosa a questo sport, a me stesso e ai miei compagni di squadra.

Se mi piacciono  gli allenamenti ? Certo che mi piacciono! (Leccata…)

Grazie Otello e grazie Maurizio che, non solo mi sopportate, ma che mi avete addirittura richiamato per giocare con voi! Vi voglio bene!

 

Presentati anche tu ! Ti Aspetto!

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