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Quella volta delle Subway Series

Sono passati solo pochi giorni dalla scomparsa di Roberto (Ricci). In molti hanno manifestato dolore e sorpresa per la perdita di una persona che avrebbe avuto ancora diversi anni davanti, portata via da un male a volte ancora così duro da sconfiggere. Anch’io ne sono rimasto colpito. Ha dato molto al Baseball toscano dei ragazzi. Voglio raccontarvi di quella volta che…

Tredici o quattordici anni fa, in una delle prime trasferte a Firenze, forse la prima in assoluto, dell’allora squadra dei ragazzini dei Sailors Livorno, Alessio ha mosso i primi passi nel Baseball. Da genitore neofita ci si mette accanto a qualcuno che ne sa di più per chiedere ed imparare il possibile. Colpiscono come un flash i colori delle divise: il bel rosso accesso del Junior Firenze, con la JF bianca, di lato sul petto, l’amaranto dei livornesi ma, su tutto il bianco candido dei pantaloni per entrambe le squadre. Quel bianco, ormai lo sappiamo, che si vede solo quando li tiri fuori ancora spiegazzati dal cellofan. La prima cosa in assoluto a perdersi già alla fine del primo inning.

L’occhio dei genitori alla prima partita dei figli spazia ovunque e rimangono impressi i dettagli. Le indicazioni e gli strani gesti degli allenatori. Per la nostra squadra c’era Sergio Banchelli, figura imponente, alto, elegante nei gesti mimati con movimenti ampi delle braccia. Dall’altra parte c’era proprio Roberto. Elegantissimo anche lui, divisa sempre in ordine, sguardi comprensivi ai suoi ragazzi. Di lui il particolare ripetuto, già da quella prima partita, mi è rimasto dentro:

ad ogni swing a vuoto da parte dei suoi piccoli, con palla palesemente alta, la solita mimica: chiamare il battitore, palmo della mano e braccio teso davanti agli occhi ad indicare l’altezza della palla e faccia che da seria si apriva in un sorriso, di quelli suoi, bianco, contagioso. Eppoi la mimica dello swing, del giro di mazza perfetto, pieno di eleganza, ripetuto due volte, (ma due volte esattamente identiche) a dare la carica al suo giocatore per affrontare il prossimo lancio. 

Con in tempo e con il lavoretto del nostro blog, ho avuto modo di conoscerlo meglio. Mi informava sui risultati via mail e mi inviava qualche commento. Qualche difetto lo aveva, sia chiaro. I commenti erano sempre di parte, tanto che le volte che mi arrivavano anche quelli della squadra avversaria era come leggere di due partite diverse. Quando non scriveva voleva dire che i suoi avevano perso e a volte anche di brutto. Ma ormai lo conoscevo, immagino che chiunque lo conoscesse, ed io lo scusavo: il bene che voleva ai suoi giocatori e la soddisfazione che metteva in questa sua attività di allenatore era davanti a tutto.

Ho un simpatico aneddoto da raccontarvi. Nella primavera del 2018, a maggio, quindi circa a metà dei campionati giovani toscani, Roberto, che nel frattempo si era spostato ad allenare i cadetti del Padule Baseball di Sesto Fiorentino, mi scrive con enfasi che la sua squadra era prima nelle Subway Series di Firenze.

– “Subway Series?”

– “Sì sì è un campionato interno a cui partecipano le squadre fiorentine; un campionato sottotraccia sull’esempio delle partite che si giocavano a New York tra Yankees e Mets”

Subito mi sono messo all’opera con il blog. Con le poche indicazioni ho caricato le partite che mi aveva messo in questo fantomatico calendario ed ho scritto un articolo in cui facevo un piccola presentazione, sempre sulla base dei dati forniti:

– “Inviami anche una locandina così la metto come foto di copertina nell’articolo ! “

Il giorno dopo, fu chiaro che non si trattava assolutamente di una nuova “Series”, di un campionato a parte. Le gare combaciavano esattamente con quelle del campionato ufficiale dei Cadetti della Toscana. Quello era il campionato che si era inventato lui mettendo in fila le squadre avversarie su cui il Padule faceva la corsa. Togliendo l’Arezzo e il Grosseto,  che la facevano da padrone, considerando solo le squadre fiorentine, era la sua squadra a primeggiare. Ne era orgoglioso ed aveva trovato il modo di compiacersi per questa occasione.

Ci siamo sentiti al telefono, non sono riuscito a dirgliene quattro perchè davanti a Roberto, alla sua schiettezza, era impossibile combattere. Per non buttar via un lavoro fatto, misi sotto password le pagine e la classifica delle Subway Series perchè ne avesse accesso esclusivo solo lui, ma poi decisi di lasciare aperto alla fruizione di tutti ed ancora lo sono nella sezione archivio del blog.

Per concludere…  la scomparsa di Roberto, come hanno scritto in molti, ci priva di una figura importante del nostro movimento toscano del Baseball. La sua eleganza, il suo modo di essere, l’approccio paterno con i ragazzi, la schiettezza, l’esserci ma con il suo voler stare nell’ombra, l’estro e la sregolatezza sono le cose che ci porteremo dentro nel ricordo.

Chissà se, con le Subway Series, abbia voluto indicarci come onorarne la memoria

Ciao Roberto !

 

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